I consigli del Veterinario

Ecco alcune informazioni e consigli utili per la risoluzione dei piu' comuni problemi:
MIAOOO! CHE STRESS!
L'ESAME CITOLOGICO: UN MEZZO VELOCE, ECONOMICO E DI GRANDE AIUTO
PARASSITI INTESTINALI ed ESAMI DELLE FECI


MIAOOO! CHE STRESS!

Può sembrare strano ma è proprio così:anche lui, l'amico a quattro zampe ormai da molti considerato come antistress, è colpito da paure, ansie e disturbi comportamentali.
E non è il solo:oltre al gatto, infatti, anche il cane, il coniglio, il pappagallo e molti altri animali da compagnia possono essere colpiti dallo stress.
Ci verrebbe da chiedere il motivo dello stress nei nostri "pet" (animali da compagnia), pensando erroneamente di rapportarli alla nostra vita sociale... Loro in fondo non hanno problemi di lavoro, né di divorzi alle spalle, né di esami da superare, eppure esistono numerose fonti stressanti che possono veramente dar fastidio ai nostri amici animali e talvolta l'argomento si fa così duro e spigoloso da portare a decisioni drastiche il proprietario, fino all'abbandono o all'eutanasia.
Spesso il disturbo comportamentale nel cane o nel gatto non è riconosciuto subito dal proprietario e il problema si cronicizza , diventando sempre più difficile da risolvere. Gli animali provano a darci tanti piccoli segnali che ci indichino lo stress o l'ansia ma spesso passano inosservati o , peggio, i loro segnali e le loro richieste di attenzione vengono scambiati per "dispetti". Un esempio è l'urinazione del gatto in luoghi inadeguati (sul cuscino, sul divano, nel piatto della doccia, nella ciotola del cane ecc.), oppure ancora l'atto di strappare tende, tovaglie, tappeti del cane lasciato da solo per qualche ora a casa.
L'ansia e la paura fanno parte della vita, dell'uomo e degli animali, bisogna imparare a riconoscerle e a controllarle.
A volte bastano veramente piccoli accorgimenti per evitare che il nostro cane o il nostro gatto si stressi. Innanzitutto il gatto è un animale molto abitudinario, quindi attenzione a cambiare improvvisamente la sua lettiera solo perché ne abbiamo trovata un'altra che per noi è profumata; a lui potrebbe non piacere, così come potrebbe dargli fastidio cambiare di punto in bianco la sua “zona toilette” (per esempio durante l'inverno fa pipì in bagno ma poi arriva l'estate e deve far pipì in balcone!).
Un altro sintomo di problema comportamentale nel gatto è l'alopecia sull'addome, cioè la mancanza di pelo totale o parziale sotto la pancia oppure lungo i fianchi; spesso questo è un segnale di NOIA nel gatto, costretto magari a passar da solo in casa 12-14 ore senza nessuno stimolo ambientale, quindi non sapendo che fare, il nostro micio inizia a leccarsi ossessivamente, per pulirsi, pettinarsi,per impegnare un po' di tempo perso. In tal caso spesso basta qualche piuma finta appesa al tavolo o alla sedia, qualche scatola di cartone vicino al divano, una busta di carta che faccia rumore e qualche crocchetta sparpagliata in più ciotole disposte sopra la lavatrice, dietro ad una pianta in modo da risvegliargli l'istinto predatorio, della caccia, del gioco e del nascondiglio.
Se invece abbiamo un cane ha messo a soqquadro la casa oppure ha fatto arrabbiare i vicini con un continuo abbaiare mentre eravamo a lavoro,potrebbe trattarsi di ANSIA DA SEPARAZIONE:il cane è talmente attaccato a noi che non ci vuole perdere di vista neanche un istante. Questo è un problema un po' più lungo da risolvere e sicuramente ci conviene prevenirlo!Soprattutto quando prendiamo un cucciolo è facile portarcelo dietro ovunque, farlo dormire con noi nel letto, farlo accomodare vicino al tavolo mentre mangiamo: ha gli occhioni così teneri! Dobbiamo però mettere dei limiti, proprio per evitare che il cane soffra durante le nostre assenze. Dovremmo cercare anche di evitare di fargli immediatamente le feste quando arriviamo a casa stanchi perché non facciamo altro che fomentare la sua angoscia all'attesa del ritorno.
Poche piccole regole e accorgimenti ci aiuteranno ad instaurare nel migliore dei modi una salda e felice convivenza con i nostri amici a quattro zampe e , perché no, a farli vivere più a lungo.
Dot.sa Michaela Travaglini

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L'ESAME CITOLOGICO: UN MEZZO VELOCE, ECONOMICO E DI GRANDE AIUTO

Spesso ci troviamo di fronte a piccoli noduli cutanei o sottocutanei o magari semplici “macchie” o, ancora, masse più voluminose nei più svariati punti del corpo (tra le scapole, sulla coscia, sotto al collo, sulle palpebre, in bocca, nelle narici, tra le dita ecc.).In questi casi l'esame citologico ci è di grande aiuto per guidarci alla diagnosi e alla scelta della terapia adeguata (ben diversa è la terapia antibiotica per un nodulo infiammatorio da una chirurgia per un nodulo neoplastico).
Si tratta di un esame semplice, economico e sicuro (non occorre quasi mai sedare l'animale, a meno che la lesione si trovi in zone di difficile accesso, per esempio alla base della lingua di un cane o di un gatto che si dimeni).
La tecnica prevede l'utilizzo di un ago, di piccolo o medio calibro (spesso è sufficiente un normale ago grigio delle comuni siringhe) inserito nella lesione e il successivo allestimento di alcuni vetrini, sui quali vengono “spruzzate” le cellule raccolte col campionamento.
Questi vetrini vengono poi colorati, asciugati e letti al microscopio dal citologo.
A volte capita che noduli definiti clinicamente " cisti di grasso”si rivelino citologicamente dei mastocitomi, dei fibromi o altri tipi di neoplasie, oppure che grossi noduli duri “sospetti tumori” si rivelino al microscopio semplici ascessi o granulomi da corpo estraneo.
La citologia è utile inoltre per fare aghi aspirati, preferibilmente ecoguidati, da organi interni (milza, fegato, prostata, linfonodi) per avere un'idea della gravità della patologia (es. in corso di mastocitoma cutaneo vedere se gli organi interni sono già interessati o meno), ancora prima che si programmi la chirurgia.
Nella pratica clinica ambulatoriale l'esame della citologia ematica (lettura dello striscio di sangue al microscopio) dovrebbe sempre accompagnare l'emocromo per valutare la presenza di emoparassiti (filaria, M.haemophelis, piroplasmi ecc.), di segni di avvelenamento (es. da cipolle) e stimare le piastrine.
Per maggiori informazioni o ricevere spiegazioni più dettagliate potete contattare l'ambulatorio telefonicamente o via e-mail e chiedere della dott.sa Michaela Travaglini.

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PARASSITI INTESTINALI ed ESAMI DELLE FECI

Solitamente si pensa di fare l'esame delle feci solo quando ci sono problemi gastroenterici (diarrea, feci con sangue o con muco giallo-biancastro...) ma sarebbe buona prassi far eseguire questo esame dal veterinario almeno una volta l'anno, per escludere parassiti intestinali non sempre visibili ad occhio nudo.
Non sempre, infatti, è possibile vedere i parassiti sotto forma di chicchi di riso (tenie) o di spaghetti (ascaridi) nelle feci o nella zona perianale e non sempre esistono sintomi evidenti (talvolta c'è solo un po' di flautolenza o di nausea, oppure l'animale sta bene ma dimagrisce).
Se poi l'animale in questione è un cucciolo o se è un nuovo individuo introdotto in un contesto in cui vivono già altri animali o bambini piccoli conviene fare almeno tre esami delle feci distanziati tra loro di almeno 3 -4 settimane , perché alcuni parassiti hanno un ciclo vitale di circa 20 giorni e possono non essere presenti ai primi prelievi.
In linea di massima è abbastanza difficile la trasmissione dei parassiti dall'animale all'uomo perché quasi tutti i passaggi prevedono il contatto oro-fecale, ma in presenza di bambini piccoli può accadere l'ingestione involontaria, inconsapevole, accidentale di piccole particelle fecali (esempio accarezzando la zona vicino alla coda, tirando la coda del cane o del gatto e poi portandosi in bocca le manine sporche).
Nel caso in cui l'esame risultasse positivo le regole da seguire sono semplici: terapia antiparassitaria adeguata, cambio frequente della lettiera, disinfestazione delle cucce, dei tappetini , raccolta immediata delle deiezioni dai giardini pubblici e dai marciapiedi per evitare che altri animali possano contagiarsi (annusando o mangiando le feci lasciate in giro)e lavarsi le mani sovente.
Qualora invece l'esame al microscopio risultasse negativo (per 3-4 volte di seguito) ma il cane/gatto presentasse ancora sintomi gastro-enterici o dimagramento, converrebbe chiedere di fare ulteriori test fecali più approfonditi (per esempio ricercare Giardia,valutare il malassorbimento, valutare tripsina e chimotripsina).
L'esame fecale è indicato non solo in cane e gatto ma anche negli animali non convenzionali, quali tartarughe, serpenti,iguane,camaleonti, conigli, criceti, cavie, canarini, cocorite, pappagalli ecc. Per ulteriori informazioni contattateci.

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Ultimo aggiornamento: 08/12/2011